Kengo Kuma a Milano è Welcome, feeling at work

Si chiama Welcome, feeling at work, ed è un progetto di architettura biolifica opera del famoso studio giapponese Kengo Kuma and Associates, presentato alla diciassettesima edizione della mostra internazionale di architettura tenutasi nel 2021. Il progetto è molto ambizioso (come del resto gran parte di quelli che hanno l’intento di stravolgere Milano, presentati negli ultimi anni), e si svilupperà all’interno del quartiere Crescenzago per un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro.

Il progetto

Il progetto di Kengo Kuma prevede che vengano costruiti 6 edifici dedicati esclusivamente a lavoro, svago e shopping (niente edilizia residenziale quindi), che in tutto consisteranno in oltre 43000 metri quadri di uffici, mille metri quadri di aule meeting, un auditorium, 2700 metri quadri di coworking, oltre ad un’area commerciale di 1800 metri quadri e a ben 2000 metri quadri per ristoranti. Inoltre, completeranno il quadro un supermercato, una zona wellness e una serie di spazi espositivi dedicati a mostre temporanee ed eventi.

Tra un edificio e un altro è previsto che vengano creati numerosi cortili, che in tutto occuperanno quasi 5000 metri quadri di superficie. Aperti o vetrati, saranno circondati da vegetazione spontanea che crescerà su terrazzamenti e all’interno di serre. Allo stesso tempo, queste ultime saranno in grado di ospitare orti e giardini aperti a tutti.

A differenza dei numerosi grattacieli di Milano e ai nuovi progetti che si sviluppano in verticale, Welcome, feeling at work avrà uno sviluppo perlopiù orizzontale, per dare a lavoratori e frequentatori un’idea di continuità con il vicino Parco Lambro

Architettura biofilica?

Architettura biofilica è certamente un termine molto di moda, seppure certamente non noto a tutti. Sinonimo di bioarchitettura, è una corrente di pensiero che mette in stretta comunicazione edifici e natura, strutture artificiali ed elementi paesaggistica.

La progettista di Welcome, feeling at work Yuki Ikeguchi, ha spiegato che “questo approccio consente di passare del tempo a contatto con la natura anche quando non siamo immersi in essa, come per esempio al lavoro”. La cosa è molto interessante e strizza senza dubbio l’occhio ai temi tanto cari agli architetti del terzo millennio, come ecosostenibilità ed efficienza energetica. Non fa certo eccezione Welcome, feeling at work, dato che gli edifici saranno tutti costruiti in materiali organici e naturali. Attorno ad essi, gli elementi naturali saranno preponderanti, e tutto sarà all’insegna di luce, aria e legno, per stimolare i sensi e la mente, in piena tradizione zen giapponese.

L’obiettivo ultimo di questo “sentirsi bene” è quello di avere luoghi di lavoro all’insegna del benessere, che stimolino i sensi e la mente, aumentando così la produttività e migliorando le condizioni di salute fisica e mentale degi impiegati.

La riqualificazione

Come spesso accade in una città come Milano, i nuovi progetti riqualificano interi isolati, aree o quartieri. Sarà così anche per Welcome, feeling at work, in quanto gli edifici che andranno a costituire il complesso sorgeranno al posto del vecchio stabilimento Rizzoli, di proprietà della famosa casa editrice, abbandonato dal 2008 e non ancora demolito.

Lo stato di abbandono dell’ex stabilimento ha fatto sì che venga occupato continuamente, nonostante gli sgomberi che puntualmente vengono organizzati da polizia e vigili del fuoco. Degrado e insicurezza sono elementi chiave che Welcome, feeling at home vuole estirpare dal quartiere, per una riqualificazione completa che porterà a Crescenzago non solo una ventata di aria fresca, ma anche tanti lavoratori per dare un’impulso all’economia locale.

A oggi, sono in corso i lavori di bonifica degli ambienti: l’edificio principale è in fase di smantellamento, mentre è in corso la demolizione del vecchio edificio industriale. Si stima che il progetto venga concluso definitivamente entro la fine del 2024.

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