Immaginazione o realtà: come sarà Milano nel 2030?

Come sarà la Milano del 2030? Il capoluogo lombardo ormai sta puntando sempre più sulla riqualificazione urbana, con la nascita e l’avvio di nuovi progetti un giorno si e l’altro pure, atti a dare alla città un volto nuovo, proiettato verso il terzo millennio. E’ anche per questo che Milano attrae sempre più persone provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, ed è anche per questo che si è guadagnata di diritto un posto al sole tra le grandi metropoli europee.

Secondo Enrico Mariutti, ricercatore in ambito economico ed energetico, da qui al 2030 ne vedremo delle belle. Mariutti ha infatti immaginato un elenco di 10 punti per capire cosa succederà da qui a 7 anni. In breve? Se venissero seguiti alla lettera, Milano diventerà più green, più attraente e all’avanguardia. In dettaglio? Vediamolo insieme.

Come sarà Milano nel 2030

Realtà o fantascienza? Ecco la Milano nel 2030 immaginata da Mariutti e dalla sua ricerca.

Tanto per cominciare, buona parte degli edifici saranno efficientati a livello energetico. Questo grazie ai programmi di riqualificazione edilizia messi in campo dall’aministrazione comunale, in accordo con le imprese edili, energetiche e il settore creditizio, per garantire interventi di efficientamento energetico a costo zero. Ma non è tutto: i tetti e le pareti dei palazzi potranno essere ricoperte di verde, così da catturare il 25% del particolato di tutta l’area metropolitana. I costi dell’investimento, stimati attorno ai 200 milioni, saranno finanziati al 70% da privati e consentiranno di installare green panel, giardini pensili, tetti e pareti verdi.

Ma non basta: l’aria di Milano sarà ben più pulita grazie anche ai materiali fotocatalitici, che diventeranno obbligatori per rifacimento facciate e manto stradale (asfalti, intonaci, calcestruzzo). Essi catturano l’inquinamento dell’aria e lo scompongono in particelle innocue tramite la luce solare. In pochi anni, questo abbatterà la concentrazione di inquinanti nell’aria del 30%. Inoltre, grazie ad un programma di riqualificazione stradale, verranno ridipinte di bianco autostrade e strade extraurbane, per consentire di rimuovere dall’atmosfera ben 200 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

E per quanto riguarda i trasporti pubblici? Semplicissimo: il comune di Milano fungerà da “locatore” dell’infrastruttura ferroviaria urbana ad aziende private che si occupano di trasporto urbano, seguendo gli esempi di Parigi, Dresda o Zurigo. Questo gettito extra consentirà al comune di potenziare l’offerta di trasporto pubblico, rendendo così la metropolitana milanese tra le più efficienti d’Europa. Inoltre, anche supermercati, centri commerciali e centri di smistamento ecommerce potranno utilizzare la ferrovia per il trasporto di beni. Anche i rifiuti verranno trasportati utilizzando questo metodo.

Per dimezzare l’effetto isola di calore, verrà poi creato un parco orbitale, un enorme parco di 400 mila ettari costruito ad anello attorno alla città, inglobando i boschi esistenti e aggiungendo nuove aree verdi. Questo, oltre ad alleviare le temperature cittadine consentendo di alleggerire il peso sui condizionatori, permetterà anche di assorbire ben 6 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.

Lo studio del Sole 24 ore

L’idea della Milano del 2030 di Enrico Mariutti segue sicuramente principi teorici, ma lascia anche ampio spazio all’immaginazione. Uno studio del Sole 24 ore invece – che però inizia ad essere un po’ vecchiotto in quanto datato maggio 2019 – mostra proiezioni che stimano che arriveranno in tutto almeno 10 miliardi di capitali, che salgono a 13 considerando l’intera area metropolitana. Forse non verranno usati per tetti verdi o metropolitane avveniristiche, ma saranno necessari per riqualificare ben 2,9 milioni di metri quadrati in città, tra cui l’ex area Expo 2015 e gli ex Scali ferroviari. In più, di questa enorme superficie, 1,3 milioni di metri quadri saranno adibiti a nuove abiazioni.

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