Farini e San Cristoforo, al via la riqualificazione degli ex scali

Lo scorso 27 aprile il gruppo Ferrovie dello Stato ha presentato a pubblico e investitori il nuovo progetto della riqualificazione dei due ex-scali Farini e San Cristoforo, per un lotto totale che si estende su una superficie di ben 360 mila metri quadri. Allo stesso tempo sono iniziate le procedure di vendita delle due aree, che diventeranno un enorme parco pubblico (250 mila metri quadri) a fianco di residenze, attività artigianali e manifatturiere.

Adesso siamo al punto in cui si attende qualcuno che si faccia avanti per l’acquisto, in un meccanismo di vendita lotti diviso in 3 fasi, l’ultima delle quali prevista entro il 2024. In seguito, occorrerà avviare le pratiche di autorizzazione per il permesso a costruire, e poi inizieranno i lavori veri e propri.

Lo scalo Farini

Tra i due, lo scalo Farini è il più grande, grazie alla sua superficie di 300 mila metri quadri. Il suo destino sarà quello di diventare per il 65% un’area verde, un lungo parco pubblico lineare che sarà atrezzato con tantissimi servizi. Ma non solo, poichè qui verranno realizzati 1034 alloggi a canone sociale oltre a 500 appartamenti in edilizia libera e convenzionata.

Interessante la soluzione prevista per le passerelle sopraelevate per collegare i quartieri divisi dai binari: esse infatti diventeranno dei veri e propri corridoi verdi. Secondo l’idea del team Oma, che cura il progetto, il parco sarà in grado di raffreddare i venti caldi di sud-ovest, depurando l’aria dalle particelle tossiche e riducendo l’effetto isola di calore.

Per quanto riguarda gli edifici attualmente presenti all’interno dello scalo, verranno riqualificati e trasformati in una promenade, in una ciclofficina, in una corte aperta, in uno spazio per eventi e concerti, e in un giardino d’inverno, che raccoglierà alcune startup. Sulla base dello scenario immobiliare del momento, verranno anche valutate eventuali nuove costruzioni di palazzi o grattacieli.

Ma non è tutto: la vera star del progetto dello scalo Farini sarà il campus delle arti dell’Accademia di Brera, che occuperà 15 mila metri quadri e sarà in grado di ospitare ben 1800 studenti. I lavori sono già partiti la scorsa estate, e si stima che possano terminare nel 2025.

Scalo San Cristoforo

La riqualificazione dell’ex scalo San Cristoforo sarà invece molto più semplice: diventerà infatti un unico enorme parco, che rinforzerà il sistema ambientale del parco agricolo sud, e le relazioni con la stazione M4 e i quartieri Giambellino e Lorenteggio.

Anche questo parco, come quello dello scalo San Felice, fungerà da “filtro ecologico“: in questo caso, in modo del tutto naturale sarà in grado di depurare l’acqua, consentendo così la creazione di piscine balneabili e attività sportive all’aperto.

Gli ex scali ferroviari di Milano

Oggi, dietro il muro di cinta dell’ex scalo Farini c’è un’enorme spianata di asfalto, acciaio, capannoni e vecchie strutture logistiche. E’ un’infrastruttura risalente agli anni Venti, pensata come snodo per l’arrivo e il transito delle merci, ma non è mai stato usato a pieno regime, e da decenni è totalmente inutilizzato.

Inoltre, lo scalo Farini provoca un danno alla città perchè esso taglia in due la zona nord del cimitero Monumentale, e per passare da un lato all’altro ci vogliono 30 minuti con i mezzi pubblici e 15 minuti d’auto; se non ci fosse, per percorrere il tratto a piedi ci vorrebbero meno di 15 minuti.

Della sua riqualificazione si parla da decenni, ma adesso sembra proprio che finalmente ci siamo. Il piano che vede la rigenerazione dei 7 scali milanesi è stato avviato nel luglio 2017 dopo una serie infinita di ostacoli e iter autorizzativi. Oltre a Farini e a San Cristoforo, gli scali riqualificati saranno Porta Romana, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo e Porta Genova, con un’area totale di oltre un milione di metri quadri.

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