Il comune di Milano fa cassa con le aste: in vendita palazzi ed edifici

Sicuramente la pandemia da COVID-19 ci ha messo lo zampino, sia in modo diretto che per vie collaterali. Ma la notizia è di quelle forti: il comune di Milano, dopo aver decentralizzato alcune istituzioni e averle trasferite in altre aree della città, ha iniziato fin da subito a mettere all’asta alcuni lotti immobiliari, allo scopo di dare una boccata d’ossigeno alle casse comunali, dopo i tanti mancati introiti del biennio 2020-2021.

I lotti in gara

Il lotto più importante e appetibile delle aste che si sono svolte durante il mese di maggio 2021 è stato senz’altro quello del palazzo comunale di Largo Treves. Qui è partita una gara serrata, che ha visto ben sei società competere. Alla fine l’ha spuntata la Stella Real Estate, che è riuscita ad aggiudicarsi il lotto per l’incredibile cifra di 52,7 milioni di euro, più del doppio della base d’asta, fissata a 22,6 milioni di euro, dopo 30 rilanci. L’immobile, di 4366 metri quadri, ha visto quindi il suo valore quasi triplicare.

Oltre al palazzo di Largo Treves, all’asta indetta dal comune di Milano c’erano anche altri edifici, tra cui quello di via Pirelli 30, di 414 metri quadri. Anche in questo caso, i rilanci sono stati molteplici, e si sa che quando scatta l’asta e l’adrenalina da competizione, le previsioni di budget iniziali svaniscono in un attimo. E il lotto di via Pirelli non ha fatto eccezione: ben 11 rilanci si sono susseguiti uno dopo l’altro, a partire da una base d’asta di 1,3 milioni di euro. Alla fine ha vinto Real One Srl, che è arrivata ad offrire 2 milioni di euro portandosi a casa l’edificio.

Altro giro altra corsa (o per meglio dire, altra asta): è arrivato il turno dell’immobile di via Edolo. Stavolta le cose sono andate in modo molto più tranquillo e lineare, con una base d’asta di 3,8 milioni di euro e un unico rilancio, da parte di Covi Immobiliare, che ha offerto il minimo sindacale chiudendo l’affare a 3,9 milioni di euro. Non male, visto che la superficie netta dell’edificio è di ben 2270 metri quadri.

Infine, unica nota stonata della caccia agli affari del comune di Milano, è stata l’asta per l’immobile di via San Tommaso 3, avente superficie di 3360 metri quadri. Non è stata presentata nessuna offerta, e pertanto seguirà presto una nuova asta con prezzo di partenza inferiore.

Il precedente del Pirellino a marzo 2021

Le nuove vendite del comune di Milano seguono a stretto giro l’asta per il Pirellino, la torre di via Pirelli 39, che si scatenò a fine marzo: il palazzo del Comune venne venduto per ben 193 milioni di euro, con l’acquirente, la Coima di Manfredi Catella, che praticamente raddoppiò la base d’asta, portandosi a casa un edificio simbolo di Milano sbaragliando la concorrenza degli altri 3 operatori in gara, per un’asta indimenticabile che vide ben 85 rilanci.

Dei 193 milioni di euro spesi da Coima, quasi 19 erano relativi ai diritti di superficie sul parcheggio sotterraneo, mentre gli altri 175 per l’edificio in sè. Considerando che nel 2013 il Pirellino assieme al garage valevano 78 milioni di euro, il comune di Milano può ritenersi davvero soddisfatto.

Le parole del Comune

L’assessore al Demanio Roberto Tasca ha parlato alla stampa, definendosi felice poichè questo gettito nelle casse del comune sarà in grado di portare “ripresa economica alla nostra città, valorizzando e razionalizzando il suo patrimonio immobiliare”. Secondo Tasca, il meccanismo delle aste all’incanto è “vincente, poichè induce i partecipanti ad una gara al rialzo, a tutto vantaggio delle casse del Comune”.

Cosa verrà fatto con i soldi incassati? Secondo l’assessore, le entrate serviranno per sostenere gli “interventi in conto capitale del Comune, tra cui il prolungamento a Baggio della M1“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati