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		<title>Apre Merlata Bloom a Cascina Merlata, con 210 negozi e 43 ristoranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 14:46:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Finalmente adesso anche Cascina Merlata ha il suo centro commerciale. E le cose sono state fatte proprio in grande, dato che ospita ben 210 negozi, un multisala Notorious Cinemas e un superstore Esselunga. E&#8217; il Merlata Bloom Milano, la nuova destinazione cittadina per gli amanti dello shopping e del buon cibo, ma anche di tutti coloro in cerca di intrattenimento [&#8230;]</p>
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<p>Finalmente adesso anche <strong>Cascina Merlata</strong> ha il suo centro commerciale. E le cose sono state fatte proprio in grande, dato che ospita ben <strong>210 negozi</strong>, un multisala Notorious Cinemas e un superstore Esselunga.</p>



<p>E&#8217; il <strong>Merlata Bloom Milano</strong>, la nuova destinazione cittadina per gli amanti dello shopping e del buon cibo, ma anche di tutti coloro in cerca di intrattenimento ed eventi, che promettono di essere tra i più interessanti del panorama cittadino. Inaugurato <strong>tra il 15 e il 19 novembre</strong> con code che hanno raggiunto i due chilometri ed eventi di altissimo livello, culminati con il <strong>DJ Set di Giorgio Prezioso</strong> tenutosi venerdì 17 novembre, Merlata Bloom promette davvero di fare scintille.</p>



<p>Il presidente della regione Lombardia <strong>Attilio Fontana</strong>, presente durante l&#8217;inaugurazione, ha espresso parole di gioia affermando che &#8220;questa realtà commerciale mette in collegamento due grandi opere di rigenerazione urbana: <strong>Mind</strong>, dedicata alla ricerca, e un&#8217;altra dedicata all&#8217;housing sociale. Un mix che consente un modo nuovo e migliore di vivere insieme&#8221;. Secondo Fontana, questo è il &#8220;progetto di un grande quartiere, ancora non completo dal punto di vista delle residenze ma da adesso completo rispetto ai servizi, per terminare uno degli interventi di rigenerazione urbana tra i più importanti della città&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Negozi e ristoranti</h2>



<p>All&#8217;interno del <strong>centro commerciale Merlata Bloom</strong> ci sono ben <strong>210 negozi</strong>, tra cui i punti vendita di alcune catene internazionali che sbarcano in Italia per la prima volta. E&#8217; il caso ad esempio di Arabian oud, un negozio di profumi, o della catena di burger vegani Neat Burger.</p>



<p>Ma ci sono anche importanti brand che hanno fatto segnare la loro prima apertura all&#8217;interno di un centro commerciale, tra cui Esserbella (la profumeria Esselunga) ma anche Colmar, Paragon, Caffè Caruso, Poldo, Rinaldini e molti altri.</p>



<p>Ad essi, si affiancano insegne premium tra cui Boss, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Timberland, Nashi Argan, Guess e tanti altri. Ma Merlata Bloom è anche la destinazione imperdibile per chi ama lo sport, grazie alla presenza di Decathlon, JD Sports, CMP, Game7 Atletics, Sketchers e molti altri.</p>



<p>Non solo voglia di shopping: al Merlata Bloom ci si va anche per <strong>mangiare</strong>, grazie alla presenza di ben 43 tra <strong>ristoranti e fast food</strong>, che esaltano sia la <strong>cucina italiana </strong>che quella <strong>etnica</strong>, a cominciare dai gusti asiatici di Wagamama, Ichi Station e Ramen Bar Akira. Non può mancare l&#8217;ultima tendenza, il poke, rappresentato dall&#8217;hawaiiano Poke House. Si resta negli Stati Uniti con il Tex Mex Billy Tacos, Old Wild West, Bun burger e Roadhouse, mentre i nostri sensi viaggiano in Messico grazie a Calavera.</p>



<p>La <strong>cucina italiana </strong>è sempre ben rappresentata, grazie a dei veri e propri pezzi da novanta, come i napoletani Sessa e Fresco &amp; Cimmino, la pasticceria pugliese Martinucci Laboratory, la pizza milanese Spontini e tanti altri. Non possono infine mancare i fast food, tra cui spiccano KFC e McDonald&#8217;s.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intrattenimento al Merlata Bloom</h2>



<p>Dopo una sessione di shopping e una pausa pranzo, la giornata al Merlata Bloom continua all&#8217;insegna del <strong>divertimento</strong>, grazie ad una serie di occasioni per l&#8217;intrattenimento tra cui la più importante è rappresentata sicuramente dal <strong>maxi multisala Notorious</strong> con schermi grandi quanto un appartamento. Ad essi si affiancano ben <strong>10 mila metri quadri dedicati al tempo libero</strong>, tra cui un giardino d&#8217;inverno con aree verdi interne. Ma non solo: dietro l&#8217;enorme centro commerciale c&#8217;è un <strong>parco di ben 30 ettari</strong>, dove ci passa anche un percorso che lo collega alla pista ciclabile di via Gallarate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come arrivare al Merlata Bloom</h2>



<p>Il Merlata Bloom Milano si raggiunge comodamente <strong>in auto </strong>con accessi da via Daimler e viale Triboniano, mentre chi viene da fuori città potrà utilizzare lo svincolo <strong>Pero </strong>dell&#8217;<strong>autostrada A4 </strong>o lo svincolo <strong>Cascina Merlata</strong> dell&#8217;<strong>autostrada A8</strong>. Chi invece preferisce arrivarci con i mezzi pubblici può utilizzare la <strong>metropolitana M1 </strong>scendendo a Molino Dorino, oppure l&#8217;autobus 35 Comasina-Molino Dorino, scendendo alla fermata di via Pasolini R11.</p>
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		<title>Acquisto prima casa Under 36, la guida completa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 11:45:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In tempi di crisi spesso ci si rifugia nell&#8217;acquisto della casa, un bene che, con buona approssimazione, non perde mai di valore. Purtroppo però questa tendenza rischia di diminuire soprattutto tra i giovani, spaventati da un futuro incerto e dai tassi dei mutui in costante ascesa. Per cercare di contrastare il fenomeno, il Decreto Sostegni bis emanato dal governo ha [&#8230;]</p>
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<p>In tempi di crisi spesso ci si rifugia nell&#8217;<strong>acquisto della casa</strong>, un bene che, con buona approssimazione, non perde mai di valore. Purtroppo però questa tendenza rischia di diminuire soprattutto tra i giovani, spaventati da un futuro incerto e dai tassi dei mutui in costante ascesa. Per cercare di contrastare il fenomeno, il <strong>Decreto Sostegni bis</strong> emanato dal governo ha messo in campo una serie di agevolazioni per i giovani con meno di 36 anni, con un valore dell&#8217;Isee non superiore a 40 mila euro annui. Vediamo di cosa si tratta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Acquisto prima casa under 36</h2>



<p>La <strong>legge di bilancio 2023</strong> ha prorogato di un anno l&#8217;agevolazione prevista dal decreto Sostegni bis, estendendone dunque la validità ttra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023. L&#8217;agevolazione riguarda l&#8217;esenzione dall&#8217;imposta di registro, ipotecaria e catastale. Inoltre, in caso di acquisto soggetto a Iva, è riconosciuto anche un credito di imposta di ammontare pari al tributo corrisposto in relazione all&#8217;acquisto, che può essere utilizzato per pagare imposte su successioni e donazioni, per pagare l&#8217;Irpef dovuta in base alla dichiarazione da presentare dopo la data dell&#8217;acquisto agevolato, o per compensare somme dovute tramite modello F24.</p>



<p>Inoltre, il decreto prevede l&#8217;esenzione dall&#8217;imposta sostituitiva per i finanziamenti erogati per l&#8217;acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili a uso abitativo. Come per gli altri atti di acquisto assoggettati all&#8217;imposta di registro proporzionale, anche l&#8217;atto di acquisto prima casa under 36 è esente dall&#8217;imposta di bollo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I requisiti</h2>



<p>Per avere diritto alle <strong>agevolazioni under 36 sull&#8217;acquisto prima casa</strong>, occorre che chi acquisti la prima casa tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023 non abbia ancora compiuto i <strong>36 anni di età</strong> nell&#8217;anno in cui l&#8217;atto è stipulato, e abbia un ISEE annuo non superiore a 40000 euro. Inoltre, è necessario avere o stabilire la residenza nel comune in cui si trova l&#8217;immobile entro 18 mesi dall&#8217;acquisto, non essere titolari nemmeno col coniuge dei diritti di proprietà, uso, usufrutto e abitazione di altra casa nel territorio del comune dove si trova l&#8217;immobile da acquistare, e non possedere un altro immobile acquistato con l&#8217;agevolazione prima casa. Se si possiede, è necessario venderlo entro un anno dalla data del nuovo acquisto.</p>



<p>Sono ammessi al beneficio delle agevolazioni under 36 gli immobili appartenenti alle categorie catastali <strong>A2, A3, A4, A5, A6, A7, A11</strong> e le pertinenze rientranti nelle categorie C2, C6 e C7 (una sola pertinenza per ciascuna categoria catastale). L&#8217;acquisto della pertinenza può avvenire sia insieme a quello dell&#8217;abitazione principale, sia con un atto di acquisto separato, purchè esso venga stipulato all&#8217;interno dei termini di validità dell&#8217;agevolazione, rispettando i requisiti previsti dalla norma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando si perdono le agevolazioni</h2>



<p>Le agevolazioni under 36 per l&#8217;acquisto prima casa rappresentano sicuramente un vantaggio, ma per <strong>contrastare potenziali truffe</strong>, le Entrate hanno stilato una serie di barriere. Infatti, chi richiede le agevolazioni senza avere i requisiti specifici, ma ha comunque diritto alle agevolazioni prima casa, per gli atti soggetti a imposta di registro subisce il <strong>recupero di tale imposta</strong> nella misura del 2%, mentre per le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro ciascuna. Per gli acquisti soggetti a Iva invece, oltre a dover pagare le imposte di registro, ipotecaria e catastale, deve restituire il credito di imposta usufruito se lo ha già utilizzato.</p>



<p>In caso in vece di decadenza dalle agevolazioni prima casa per dichiarazione mendace sulla sussistenza dei requisiti, mancato trasferimento della residenza nei tempi previsti o vendita entro cinque anni non seguita dal riacquisto entro l&#8217;anno, l&#8217;imposta di registro viene recuperata nella misura del 9% e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 50 euro ciascuna, con sanzioni e interessi.</p>
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		<title>Via Pestalozzi 21, al via la nuova residenza in zona San Cristoforo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 18:36:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto è lontano il 2021. Nonostanti siano passati solo 2 anni, a quei tempi il mondo era completamente diverso. Eravamo in piena pandemia, ma ancora non si parlava di guerra in Ucraina, di inflazione alle stelle, di caro prezzi, e di guerra in Israele. A quel tempo però, San Cristoforo era un quartiere di Milano in fermento, poichè &#8211; tra [&#8230;]</p>
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<p>Quanto è lontano il 2021. Nonostanti siano passati solo 2 anni, a quei tempi il mondo era completamente diverso. Eravamo in piena pandemia, ma ancora non si parlava di guerra in Ucraina, di inflazione alle stelle, di caro prezzi, e di guerra in Israele. A quel tempo però, <strong>San Cristoforo</strong> era un quartiere di Milano in fermento, poichè &#8211; tra i tantissimi progetti residenziali che si stavano realizzando quasi in contemporanea &#8211; ne venne presentato uno per la riqualificazione integrale dell&#8217;edificio situato in <strong>via Pestalozzi 21</strong>, in posizione ottimale vicino al <strong>Naviglio Grande</strong> e alla <strong>chiesa di San Cristoforo</strong>, la quale dà il nome all&#8217;intera zona.</p>



<p>Due anni dopo, a fine 2023, il progetto è stato totalmente rivisto, ma il luogo dell&#8217;esecuzione non cambia: si sviluppa infatti sul lato est della piazza formata dall&#8217;incrocio di <strong>via Pestalozzi, via Watt, via Binda e via Tosi</strong>; l&#8217;area è già stata bonificata e sgomberata, e i vecchi magazzini e depositi precedentemente presenti lasceranno spazio ad un nuovo elegante <strong>condominio residenziale</strong>, che chiuderà frontalmente via Watt.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto di Via Pestalozzi 21</h2>



<p>L&#8217;edificio, che vedrà la luce nei prossimi anni e sarà in grado di ospitare <strong>32 famiglie</strong>, è stato progettato dall&#8217;<strong>architetto Massimo Giacon</strong>, ed è di proprietà di <strong>FCMA Group</strong>. Ha una forma trapezoidale, ed è in sostanza la riqualificazione di un deposito di automezzi, rimesse, officine e laboratori. L&#8217;intero immobile sarà composto da due diversi corpi, di cui il primo lungo via Tosi e via Pestalozzi, e il secondo indipendente, al centro del grande giardino condominiale. Le facciate saranno movimentate da logge e balconi, mentre l&#8217;altezza dei palazzi è fissata a 4 piani, ribassati a 3 lungo via Tosi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intera riqualificazione di San Cristoforo</h2>



<p>Non solo <strong>via Pestalozzi 21</strong>: San Cristoforo sta vivendo una seconda vita, una sorta di rinnovamento totale, grazie anche alla riqualificazione dell&#8217;ex <strong>scalo di San Cristoforo</strong>, parte integrante dell&#8217;ampio progetto di riqualificazione delle <strong>stazioni dismesse </strong>messo in atto dalle Ferrovie dello Stato. In particolare, la vecchia stazione diverrà un parco, collegando la zona periferica ai Navigli.</p>



<p>E sono proprio i <strong>Navigli</strong>, così vicini, a dare risalto a San Cristoforo, come ribadisce <strong>Alessandro Ghisolfi</strong>, il responsabile dell&#8217;ufficio studi di Abitare.co, il quale dichiara che &#8220;Il successo della zona è legato ai Navigli, che piacciono sempre molto. I prezzi delle nuove costruzioni nell&#8217;area vanno da 4300 euro al metro quadro fino a circa 7000 euro al metro quadro vicino alla zona Solari&#8221;.</p>



<p>Sempre FCMA Group svilupperà nuovi progetti in zona, tra cui un edificio in viale Richard 1 e 100 unità immobiliari in via Ettore Ponti 8/10, con entrambi i progetti che portano la firma di Asti Architetti. Ci sono anche i lavori della svizzera Artisa con 190 unità, la rivisitazione dell&#8217;area ex Ginori che adesso ospita il campus WPP, mentre in via Villoresi Hines realizza edifici residenziali.</p>



<p>Secondo <strong>Marco Grillo</strong>, il CEO di AbitareIn, società che sviluppa progetti residenziali, uno dei principali vantaggi della zona di San Cristoforo è l&#8217;arrivo della linea blu della metropolitana, che attraversa la città da est a ovest. Secondo lui &#8220;il futuro della zona è legato anche allo sviluppo di un percorso pedonale che, partendo dalla circonvallazione, arriva fino ai Navigli&#8221;.</p>
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		<title>Crescono le tasse sugli affitti brevi per agevolare quelli più lunghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 07:28:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non è un mistero che gli affitti brevi siano scomodi a molti. Sono scomodi agli alberghi, perchè hanno davanti a sè una concorrenza spietata che mai si immaginavano fino a pochi anni fa; sono scomodi agli abitanti delle città, che si trovano &#8220;invasi&#8221; da turisti che poco hanno da spartire con il tessuto sociale e che non sempre vengono visti [&#8230;]</p>
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<p>Non è un mistero che gli <strong>affitti brevi</strong> siano scomodi a molti. Sono scomodi agli <strong>alberghi</strong>, perchè hanno davanti a sè una concorrenza spietata che mai si immaginavano fino a pochi anni fa; sono scomodi agli <strong>abitanti </strong>delle città, che si trovano &#8220;invasi&#8221; da turisti che poco hanno da spartire con il tessuto sociale e che non sempre vengono visti di buon occhio; sono scomodi alle <strong>tasche dei cittadini</strong>, perchè portano una riduzione dell&#8217;offerta di case, con conseguente aumento della domanda e innalzamento dei prezzi.</p>



<p>Per provare a <strong>contrastare il fenomeno </strong>(oppure, secondo alcuni, per cavalcare l&#8217;onda e fare più cassa) il governo ha inserito nella bozza <strong>della legge di bilancio 2024 </strong>un innalzamento della <strong>cedolare secca </strong>per gli affitti brevi, <strong>dal 21% al 26%</strong>, una mossa che, qualora venisse approvata definitivamente, farà sicuramente storcere il naso ai proprietari degli immobili in affitto per brevi periodi, che molto spesso sono privati cittadini che vivono nelle città turistiche o nelle località costiere o montane, i quali, per fronteggiare il peso del caro vita, decidono di trovare un modo completamente legale per conseguire dei redditi alternativi.</p>



<p>La bozza ancora non ha trovato una definizione, ma riguarda l&#8217;articolo per la <strong>&#8220;modifica della disciplina fiscale sulle locazioni brevi&#8221;</strong>, ed è sostenuta da <strong>Federalberghi</strong>, secondo cui i privati che affittano una parte della casa o un appartamento libero non hanno il carico fiscale e normativo degli hotel, i quali pagano complessivamente più tasse, e si troverebbero quindi davanti una sorta di &#8220;concorrenza sleale&#8221; da parte di chi affitta la propria casa.</p>



<p>Al dibattito, che sta facendo infuocare gli animi dei diretti interessati, è intervenuto anche <strong>Claudio Bocchietti</strong>, il presidente dei proprietari di casa iscritti alla <strong>Confedilizia di Como</strong>.</p>



<p>Le sue parole sono un fulmine a ciel sereno: secondo lui il governo, invece di aumentare la tassazione sugli affitti brevi, dovrebbe &#8220;<strong>incentivare le locazioni abitative lunghe</strong>, e quindi introdurre un regime di <strong>tassazione zero</strong>, senza imposte sui redditi e senza Imu, per tutta la durata della locazione di lungo periodo, perlomeno per quelle stipulate a canone concordato&#8221;.</p>



<p>Ricordiamo che in Italia ci sono <strong>9,5 milioni di case vuote</strong>, mentre gli affitti brevi riguardano soltanto l&#8217;<strong>1,7% delle abitazioni</strong>, con percentuali naturalmente più alte nelle località a maggior vocazione turistica. In sostanza, Bocchietti afferma che per soddisfare la domanda di case a prezzi ragionevoli, specie per chi lavora nella <strong>zona di Como</strong>, occorrerebbe incentivare i contratti a medio e lungo termine, anzichè penalizzare i contratti a breve.</p>



<p>Il lavoro del governo sugli <strong>affitti brevi </strong>non sembra fermarsi qui: la legge a cui sta lavorando <strong>Daniela Santanchè</strong>, ministro del turismo, prevede una permanenza minima di due notti nelle strutture poste nei centri storici delle città metropolitane e nei comuni ad alta densità turistica, con multe fino a 5000 euro per chi viola la norma affittando la casa per una notte soltanto. Ogni immobile in affitto dovrà poi avere un <strong>codice identificativo nazionale </strong>(CIN) che consentirà di creare una banca dati italiana delle case in affitto, per uniformare la disciplina.</p>



<p>Nel frattempo che stiamo alla finestra per cercare di capire quali saranno le restrizioni agli affitti brevi, c&#8217;è un dato che non può essere smentito: secondo i dati riportati dal <strong>centro studi Aigab</strong>, la domanda delle seconde case in affitto breve, rispetto al 2022, è <strong>cresciuta del 25%</strong>. Como, tra le località turistiche, è in sensibile aumento. Non resta quindi che attendere il testo definitivo della manovra per avere il quadro completo delle novità, dopo l&#8217;esito della presentazione del DDL in parlamento e della fase di discussione.</p>
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		<title>Linate Airport District, arriva lo smart district all&#8217;Idroscalo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 10:25:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova linfa per Linate: il city airport di Milano, in espansione per numero di passeggeri, lo sarà presto anche a livello di infrastrutture grazie al LAD, o Linate Airport District, un progetto che trasformerà per sempre l&#8217;area compresa tra l&#8217;aeroporto e l&#8217;Idroscalo. Il LAD, secondo le parole dei progettisti, diverrà uno smart district innovativo, che aprirà una zona di Milano [&#8230;]</p>
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<p>Nuova linfa per <strong>Linate</strong>: il city airport di <strong>Milano</strong>, in espansione per numero di passeggeri, lo sarà presto anche a livello di infrastrutture grazie al <strong>LAD</strong>, o <strong>Linate Airport District</strong>, un progetto che trasformerà per sempre l&#8217;area compresa tra l&#8217;aeroporto e l&#8217;Idroscalo.</p>



<p>Il LAD, secondo le parole dei progettisti, diverrà uno <strong>smart district innovativo</strong>, che aprirà una zona di Milano (anche in parte all&#8217;interno del territorio comunale di <strong>Segrate</strong>) fino a oggi non praticabile. Sono previsti nuovi edifici, l&#8217;accesso diretto al lago, e spazi verdi, per rigenerare e riqualificare completamente un&#8217;area del capoluogo lombardo che ha sempre avuto la funzione di spazio di servizio.</p>



<p>Per quanto riguarda le tempistiche, si parla del <strong>2024 </strong>come data per l&#8217;avvio delle attività preliminari, per le demolizioni e per le bonifiche.</p>



<p><strong>Armando Brunini</strong>, ceo di Sea Milan Airports, afferma entusiasta che grazie al LAD &#8220;il restyling di Linate è completo: adesso Milano ha un aeroporto dai massimi standard qualitativi offerti dall&#8217;industria, e grazie alla riqualificazione della zona verranno migliorate le funzioni e i servizi a supporto dell&#8217;attività aeroportuale con un <strong>doppio vantaggio</strong>: da un lato offriremo ai lavoratori dell&#8217;aeroporto spazi moderni e funzionali, dall&#8217;altro tutti i cittadini potranno godere di ampi spazi verdi direttamente collegati all&#8217;Idroscalo&#8221;.</p>



<p>Le soddisfazioni per Linate non finiscono qui: nel 2013 il city airport milanese è stato insignito del prestigioso premio <strong>&#8220;Best Airport&#8221;</strong> nella categoria degli aeroporti europei sotto i 10 milioni di passeggeri assegnato dal Consiglio internazionale degli aeroporti (Aci). Inoltre, l&#8217;anno prossimo inizieranno le nuove <strong>rotte dirette verso New York</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli attori dietro al progetto</h2>



<p>Il progetto LAD diventerà realtà grazie alla società <strong>Chorus Life Linate SpA</strong> di Costim, controllata dal gruppo Polifin, e si ispirerà ad un modello di città del futuro che promuove la sostenibilità e la socializzazione tra generazioni differenti, dando vantaggi sia a chi usa l&#8217;aeroporto (lavoratori compresi) sia ai normali frequentatori della zona. Tanto che si parla di estendere la <strong>metro M4</strong>, che consentirà di arrivare direttamente all&#8217;Idroscalo.</p>



<p>Il concept del progetto è realizzato dallo <strong>studio di architetti Tectoo</strong>, secondo i quali sarà l&#8217;acqua ad essere l&#8217;elemento principale della rigenerazione urbana. Tra i tanti dettagli si segnalano piste ciclabili, percorsi pedonali e piazze pubbliche. Sarà presente un hotel a 4 stelle e una serie di edifici direzionali e uffici (tra cui il nuovo quartier generale di Sea), il tutto all&#8217;insegna dell&#8217;eco-friendly, in quanto verranno costruiti secondo i canoni delle <strong>certificazioni Leed e Well</strong>. Caratteristica importante delle costruzioni è che la loro impronta a terra sarà inferiore rispetto agli edifici che verranno demoliti, in modo da aumentare lo spazio aperto e i giardini. In tutto saranno 14 mila i metri quadri di verde urbano, che partiranno da dietro il terminal e si estenderanno per tutta l&#8217;area dell&#8217;Idroscalo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ispirazione: Chorus Life</h2>



<p>A <strong>Bergamo</strong>, vicinissimo al centro e a 10 minuti dall&#8217;aeroporto di Orio, è in fase di realizzazione <strong>ChorusLife</strong>, uno smart district finalizzato al benessere delle persone che lo abiteranno. Attualmente in costruzione, si estenderà su 150 mila metri quadri di un&#8217;area urbana attualmente in corso di recupero e riqualificazione.</p>



<p>Conterrà un&#8217;arena da 6500 posti a sedere (la prima di Bergamo), una spa di 4 mila metri quadri, oltre ad un hotel 4 stelle da 100 camere, un parcheggio da 1000 posti auto, 13 mila metri quadri di shopping, 5300 metri quadri di ristoranti e 74 appartamenti.</p>



<p>Il <strong>progetto LAD</strong> si ispira &#8211; nemmeno tanto velatamente &#8211; al nuovo prossimo smart district bergamasco. Riusciranno gli architetti assoldati in quel di Milano e Segrate a far meglio?</p>
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		<title>Presentato il progetto per il nuovo stadio dell&#8217;Inter a Rozzano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 14:12:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; notizia recente quella che i dirigenti dell&#8217;Inter hanno incontrato i sindaci di Rozzano e Assago, per parlare della nuova casa dei nerazzurri, uno stadio innovativo che dovrebbe allontanare per sempre la squadra dal Meazza, e portarla in una zona totalmente diversa, alle porte di Milanofiori. Alessandro Antonello, A.D. corporate dell&#8217;Inter, è felicissimo quando afferma che è stato finalmente &#8220;formalizzato [&#8230;]</p>
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<p>E&#8217; notizia recente quella che i dirigenti dell&#8217;<strong>Inter</strong> hanno incontrato i sindaci di <strong>Rozzano </strong>e <strong>Assago</strong>, per parlare della nuova casa dei nerazzurri, uno stadio innovativo che dovrebbe allontanare per sempre la squadra dal Meazza, e portarla in una zona totalmente diversa, alle porte di <strong>Milanofiori</strong>.</p>



<p><strong>Alessandro Antonello</strong>, A.D. corporate dell&#8217;Inter, è felicissimo quando afferma che è stato finalmente &#8220;formalizzato l&#8217;inizio del percorso&#8221;. Egli, assieme ai rappresentanti della società <strong>Infrafin</strong>, sussidiaria del gruppo Cabassi proprietario dell&#8217;area, si sono recati a parlare con il sindaco di Rozzano <strong>Giovanni Ferretti </strong>e la sua controparte di Assago <strong>Lara Carano</strong>, per discutere l&#8217;inizio del progetto del nuovo stadio interista.</p>



<p>Certo, l&#8217;Inter (e nemmeno il Milan) non ha mai ufficialmente dichiarato di voler lasciare il Meazza, tanto che il comune di Milano aspetta una <strong>risposta ufficiale</strong>. Tuttavia, gli incontri tra l&#8217;Inter e i sindaci significano ben più di un semplice interesse, e questo dovrebbe far riflettere anche il comune di Milano, poichè il rischio concreto per loro è che Milan e Inter abbandonino San Siro, con conseguente <strong>danno economico e d&#8217;immagine </strong>per la città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;idea dell&#8217;Inter per il nuovo stadio</h2>



<p>Ai due primi cittadini sono state sottoposte le motivazioni e le definizioni. L&#8217;<strong>Inter </strong>vuole spazio necessario per realizzare uno <strong>stadio moderno e all&#8217;avanguardia</strong>, che sia allo stesso tempo multifunzionale e sostenibile, in grado di ospitare fino a <strong>70 mila spettatori </strong>e al contempo che ci sia spazio per un museo, per un&#8217;area ricreativa, e naturalmente per gli uffici del club nerazzurro.</p>



<p>La società desidera anche che lo stadio sia immerso in un <strong>parco verde aperto al pubblico</strong>, che sia anche attrezzato con aree per la ristorazione e per l&#8217;intrattenimento, con negozi e servizi per i tifosi, e molto altro ancora. L&#8217;archetipo dello stadio del XXI secolo, insomma.</p>



<p>La valutazione degli spazi è già in corso, e a quanto pare sembra che sia molto dettagliata. Sarà lo studio di architettura <strong>Populous </strong>ad occuparsene, gli stessi che furono protagonisti del concorso per San Siro. Allo stesso tempo, lo scorso aprile è stato firmato un diritto di esclusiva per un anno con i proprietari del terreno. Si conta però di procedere intanto con i passi preliminari, e poi cercare di capire la situazione.</p>



<p>Alla Gazzetta dello Sport, <strong>Alessandro Antonello </strong>ha usato parole positive: &#8220;il percorso che abbiamo formalizzato porterà allo sviluppo dell’area identificata a Rozzano e riguarderà anche i comuni limitrofi. Il meeting con le amministrazioni comunalisi è svolto in un clima di disponibilità e collaborazione&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove sorgerà il nuovo stadio dell&#8217;Inter</h2>



<p>Il &#8220;nuovo San Siro&#8221; (certamente non sarà questo il nome dello stadio, ma è per dare l&#8217;idea!) dovrebbe sorgere in zona <strong>Cascina Nuova</strong>, una zona abbandonata e diroccata a sud di Milanofiori e della Tangenziale, a ovest del castello di Rozzano, tra la <strong>Tangenziale </strong>e l&#8217;<strong>autostrada A7</strong>. Ciò lo renderà semplicissimo da raggiungere in auto e &#8211; grazie alla presenza della <strong>fermata Assago della M2 </strong>che dista soltanto 700 metri &#8211; anche con i mezzi pubblici. Tra l&#8217;altro, potrebbe essere introdotta anche una nuova stazione, proprio a <strong>Rozzano</strong>, una notizia che davvero farebbe la gioia dei residenti, anche chi non è interessato al calcio (e persino ai milanisti!)</p>



<p>L&#8217;area non è mai stata sviluppata e oggi il terreno è occupato da campi coltivati e boschetti, sebbene è dagli anni &#8217;90 che di volta in volta, privati e aziende lanciano progetti e proposte. Grattacieli, uffici avveniristici, sviluppi immobiliari sostanziosi, ma purtroppo mai nessuno di essi ha visto la luce. Qualcuno si ricorderà sicuramente le nuove <strong>torri Brioschi</strong>, o il <strong>Milanone</strong>, che avrebbe dovuto raggiungere i 200 metri di altezza. </p>



<p>Di tutti questi i progetti poi non se ne è mai fatto niente. Sarà questa la volta buona?</p>
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		<title>Che casa si compra a Milano con 1500 euro al mese?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 09:29:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tassi di interesse alle stelle e prezzi delle case impazziti: la ricetta perfetta per una contrazione del mercato immobiliare. Tuttavia, se per certi versi in alcune zone d&#8217;Italia è così, a Milano questa regola non vale. E per di più, con un ulteriore problema: uno stipendio da 1500 euro consente di comprare soltanto un monolocale da 20 metri quadri. E&#8217; [&#8230;]</p>
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<p>Tassi di interesse alle stelle e prezzi delle case impazziti: la ricetta perfetta per una contrazione del <strong>mercato immobiliare</strong>. Tuttavia, se per certi versi in alcune zone d&#8217;Italia è così, a <strong>Milano </strong>questa regola non vale. E per di più, con un ulteriore problema: uno stipendio da 1500 euro consente di comprare soltanto un monolocale da 20 metri quadri.</p>



<p>E&#8217; infatti questo il responso &#8211; spietato &#8211; di uno studio condotto da <strong>Casavo </strong>e pubblicato dal <strong>Sole 24 Ore</strong>, il quale ha analizzato i dati dei prezzi degli immobili nelle principali città italiane, correlandoli con i mutui e i loro tassi sempre in crescita. Il risultato per certi versi è sconcertante: con uno stipendio di 1500 euro e un <strong>mutuo di 30 anni all&#8217;80%</strong>, scegliendo di acquistare un immobile ristrutturato è possibile acquistare un <strong>monolocale</strong> in tutte le città facenti parte dell&#8217;analisi (Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna), a eccezione di Torino in cui addirittura ci si può permettere di comprare un trilocale.</p>



<p>Ma i dati vanno analizzati più in profondità: se Torino rimane comunque la città della graduatoria in cui è possibile acquistare più metri quadri in assoluto, Milano resta comunque il <strong>mercato immobiliare meno accessibile</strong> per chiunque voglia comprar casa. In particolare, in centro città il con uno stipendio da 1500 euro non si riescono ad acquistare più di <strong>20 metri quadri</strong>, mentre spostandosi in periferia le metrature aumentano ma non più di tanto: si arriva a soli <strong>34 metri quadri</strong>. Come termine di paragone, il salto di Torino dal centro alla periferia è ben più ampio, passando da 43 a ben 84 metri quadri. A Roma invece, la differenza di &#8220;potere d&#8217;acquisto&#8221; tra centro e periferia si allarga a 27 metri quadri.</p>



<p>Anche in caso di <strong>immobile da ristrutturare</strong> Torino si conferma la città migliore. Infatti, chi acquista una casa con lavori da fare, può permettersi di acquistare un bilocale da 57 metri quadri in centro, un trilocale da 88 metri quadri in posizione semicentrale e un quadrilocale da 108 metri quadri in periferia. E facendo infine un parallelo tra Torino e Milano, guadagnando <strong>2500 euro al mese </strong>in centro a Torino ci si può permettere una casa ristrutturata ben 38 metri quadri più grande di una nella stessa zona di Milano.</p>



<p>Secondo <strong>Victor Ranieri</strong>, chief operating officer di Casavo &#8211; l&#8217;azienda responsabile dello studio &#8211; i dati evidenziano &#8220;ancora una volta di più come a Milano non ci sia una decrescita significativa nei prezzi tra zone centrali e periferiche, come invece avviene per tutte le altre città.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le interpretazioni dei risultati</h2>



<p><strong>Paragonare i prezzi di Torino a quelli di Milano è impietoso</strong>, ma la differenza nei costi a metro quadro dà adito a numerose interpretazioni. Per esempio, considerando che il mercato immobiliare del capoluogo piemontese è in calo da anni, si potrebbe concludere che è una delle poche città in cui l&#8217;investimento <strong>perde di valore</strong>. Questo potrebbe significare, ad esempio, che Torino è una città in decadenza, poco attrattiva per i lavoratori, o che sta invecchiando.</p>



<p>Dall&#8217;altra parte c&#8217;è l&#8217;energica <strong>Milano</strong>, la città proiettata verso il futuro, il cuore economico dell&#8217;Italia, dove tutti vogliono abitare per studiare o lavorare. Tutto vero senza ombra di dubbio, così come vere sono anche le <strong>speculazioni del mercato immobiliare</strong>, che hanno portato i prezzi al metro quadro fino a valori impensabili soltanto fino a pochi anni fa. Questo sta diventando un problema davvero grave, che le amministrazioni comunali dovranno provare a contenere, o quantomeno a lavorarci sopra, onde evitare che nel capoluogo lombardo scoppi un vero e proprio problema-casa che potrebbe pesare sulla vita di centinaia di migliaia di famiglie.</p>
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		<title>CityWave, gli aggiornamenti sul cantiere più acclamato di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 14:51:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In origine erano il Dritto, lo Storto e il Curvo, ossia rispettivamente la Torre Isozaki, la Torre Hadid e la Torre Libeskind, che insieme formano il cuore pulsante del complesso di CityLife, detto appunto anche Tre Torri. Ad esse tra poco si aggiungerà lo Sdraiato, ufficialmente CityWave, che una volta completato formerà la quarta torre di CityLife, il quartiere del [&#8230;]</p>
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<p>In origine erano <em>il Dritto</em>, <em>lo Storto </em>e <em>il Curvo</em>, ossia rispettivamente la <strong>Torre Isozaki</strong>, la <strong>Torre Hadid </strong>e la <strong>Torre Libeskind</strong>, che insieme formano il cuore pulsante del complesso di <strong>CityLife</strong>, detto appunto anche Tre Torri. Ad esse tra poco si aggiungerà <em>lo Sdraiato</em>, ufficialmente <strong>CityWave</strong>, che una volta completato formerà la <strong>quarta torre di CityLife</strong>, il quartiere del futuro sorto al posto dell&#8217;ex fiera campionaria.</p>



<p>Progettato dallo studio di architettura d&#8217;avanguardia danese <strong>Bjarke Ingels Group</strong>, CityWave metterà in mostra soluzioni progettuali innovative e sostenibili, pensate con al centro la qualità della vita, che verranno realizzate grazie alla competenza di <strong>Colombo Costruzioni SPA</strong> di Lecco e <strong>CMB </strong>di Carpi.</p>



<p>A differenza delle tre torri di CityLife, CityWave non si estende in altezza, bensì in <strong>lunghezza</strong>. In particolare, sarà formato da <strong>due edifici </strong>aventi altezze differenti, collegati da un <strong>porticato sospeso </strong>lungo ben 140 metri, sotto il quale nasceranno spazi per lavorare ma anche per lo svago: negozi, ristoranti e due corti private, oltre ad un bellissimo rooftop bar con piscina.</p>



<p>La zona in cui sorgerà sarà quella dei campi di padel, che verranno spostati in un&#8217;area limitrofa. Secondo le stime iniziali, la conclusione dei lavori e la consegna dell&#8217;edificio dovrebbero avvenire verso la <strong>fine del 2025</strong>, ma comunque prima dell&#8217;avvio delle <strong>Olimpiadi 2026 Milano-Cortina</strong>. Il costo del progetto si aggirerà attorno ai 170 milioni di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto CityWave in dettaglio</h2>



<p>L&#8217;edificio più basso del CityWave avrà un&#8217;altezza tuttavia decisamente rispettabile: 50 metri, occupati in parte da un <strong>hotel di 10 piani e 120 camere</strong>, mentre l&#8217;edificio più alto arriverà a superare i 110 metri. La struttura sarà rivestita da <strong>pannelli solari</strong>, che diventerà il più grande <strong>parco fotovoltaico</strong> di Milano e tra i più grandi in Italia: ben 11 mila metri quadri di pannelli in grado di produrre 1200 MWh all&#8217;anno.</p>



<p>Ma l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente non finisce certo qui: il CityWave è stato progettato per <strong>consumare il 45% di energia in meno</strong> rispetto agli standard, mettendo in campo alcuni accorgimenti quali l&#8217;uso termico delle acque di falda. Ciò comporterà un risparmio di oltre 500 tonnellate di CO2 all&#8217;anno.</p>



<p>Secondo <strong>Bjark Ingels</strong>, fondatore dello studio di architettura che si è occupato del progetto, avrebbero &#8220;perso in partenza nel confronto con le tre torri verticali&#8221;, e pertanto è nata l&#8217;idea di un&#8217;architettura orizzontale, studiata pensando ai servizi e alla qualità della vita del quartiere e della città, tenendo conto al contempo della longevità delle architetture contemporanee. L&#8217;idea progettuale è stata sviluppata dal suo team di <strong>Londra</strong>, che guidato dall&#8217;architetto italiano <strong>Lorenzo Boddi </strong>ha studiato un richiamo alla Galleria Vittorio Emanuele II, offrendo ai cittadini di Milano &#8220;uno spazio urbano ombreggiato e riparato per vivere questa zona&#8221;, dove &#8220;la vita tra gli edifici, con lo spazio pubblico, sarà il driver per rendere unica questa architettura&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli aggiornamenti dal cantiere CityWave</h2>



<p>Il <strong>cantiere di CityWave </strong>ha avuto inizio a maggio 2021, e attualmente è suddiviso in due aree: una che si affaccia verso <strong>viale Duilio</strong>, l&#8217;altra verso <strong>viale Boezio</strong>, separate dalla via pedonale Anna Maria Ortese. Qui, per unire i due lati del cantiere, è stato aperto un varco per far transitare i mezzi pesanti, che possono così uscire da viale Duilio.</p>



<p>La fase zero, quella dell&#8217;approfondimento del progetto, è durata circa 20 mesi, mentre la prima pietra è stata posata l&#8217;8 settembre 2021, quasi 2 anni fa. Prima dell&#8217;estate 2023 è terminata l&#8217;operazione di <strong>scavo </strong>con l&#8217;asportazione della terra, nell&#8217;area dove verranno ricavate le fondamenta e i piani inferiori. Alla data attuale sono invece in corso i lavori per la posa dello <strong>strato di magrone di calcestruzzo</strong>, sia lungo il lato di viale Duilio che su quello di viale Boezio. Allo stesso tempo sono state create le basi per le gru.</p>
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		<title>Quinto Garden, il nuovo progetto residenziale all&#8217;insegna dell&#8217;ecosostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 10:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alle porte di Milano sta per nascere un nuovo complesso residenziale fatto da circa 60 appartamenti, per un&#8217;operazione che riqualificherà un&#8217;area ampia circa 4900 metri quadri, dal costo stimato di circa 26 milioni di euro. E&#8217; Quinto Garden, il nuovo progetto concepito dall&#8217;architetto Lorena Fasolini nato all&#8217;insegna dell&#8217;attenzione all&#8217;ecosostenibilità. Frutto della collaborazione tra la società di sviluppo immobiliare Borio Mangiarotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Alle porte di <strong>Milano </strong>sta per nascere un nuovo <strong>complesso residenziale </strong>fatto da circa 60 appartamenti, per un&#8217;operazione che riqualificherà un&#8217;area ampia circa <strong>4900 metri quadri</strong>, dal costo stimato di circa 26 milioni di euro. E&#8217; <strong>Quinto Garden</strong>, il nuovo progetto concepito dall&#8217;architetto Lorena Fasolini nato all&#8217;insegna dell&#8217;attenzione all&#8217;ecosostenibilità.</p>



<p>Frutto della collaborazione tra la società di sviluppo immobiliare <strong>Borio Mangiarotti</strong> e la società di property e asset management <strong>ideeUrbane</strong>, Quinto Garden è un progetto visionario di rigenerazione urbana, con lo scopo di creare la casa giardino ideale, che offre servizi di qualità con <strong>prezzi accessibili </strong>a tutti &#8211; o perlomeno <strong>decisamente inferiori </strong>rispetto alla media del mercato immobiliare di Milano: si parla infatti di una media di 3458 euro al metro quadro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prime informazioni sul progetto</h2>



<p>L&#8217;area dove sorgerà Quinto Garden è quella di <strong>Quinto dè Stampi</strong>, nella zona di <strong>Milano Sud </strong>tra via Arno e via Maggi. Il progetto prevede anche la costruzione di spazi accessori, tra cui un coworking per il lavoro smart, un&#8217;area giochi per bambini per stimolare la socialità, una palestra all&#8217;esterno del giardino illuminata da luce naturale, una portineria con spazio locker e tante altre aree comuni a uso esclusivo degli abitanti del condominio.</p>



<p>A oggi, il progetto è nella sua fase iniziale. Dopo essere stato approvato qualche mese fa, sono terminati i lavori di <strong>demolizione</strong>, ed è stato completato l&#8217;iter burocratico per le <strong>bonifiche</strong>. Dopo l&#8217;estate potranno quindi iniziare i lavori di costruzione veri e propri, che si stima possano durare due anni. I responsabili affermano che il complesso residenziale potrà essere aperto ai suoi abitanti entro <strong>dicembre 2025</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli appartamenti</h2>



<p>Sono previsti in tutto <strong>63 appartamenti</strong>, suddivisi tra 21 bilocali, 30 trilocali e 12 quadrilocali, tutti con caratteristiche architettoniche all&#8217;avanguardia, design ricercato e, ovviamente, un&#8217;enorme attenzione all&#8217;<strong>efficienza energetica</strong>. Tutto sarà avvolto da spazi verdi, che siano giardini, logge o ampi terrazzi. L&#8217;intero complesso sarà a sua volta circondato da parchi e aree verdi.</p>



<p>La caratteristica principale degli appartamenti di Quinto Garden è che saranno pieni di <strong>luce naturale</strong>: ogni alloggio è infatti pensato per poter accogliere i raggi del sole, con doppi affacci, logge e grandi terrazze.</p>



<p>I <strong>bilocali</strong>, di circa 50-60 metri quadri e alcuni dei quali con giardino, sono tutti completi di uno spazioso terrazzo, entrano su una zona living con cucina a vista che si affaccia proprio sullo spazio esterno. I bagni sono tutti finestrati.</p>



<p>I <strong>trilocali</strong>, di circa 90 metri quadri, sono tutti con terrazzo vivibile che estende la zona giorno, e ogni stanza ha una finestra che si affaccia sul verde. Le unità immobiliari al piano terra sono dotate di patio e giardino.</p>



<p>Infine i <strong>quadrilocali</strong>: sono molto ampi, hanno una superficie interna che si aggira attorno ai 130 metri quadri, due bagni, grande zona living con angolo salotto, pranzo e cucina angolare a vista. Alcuni di essi sono dotati di giardino su due lati, molto ampio, corredato da un patio pavimentato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I punti forti di Quinto Garden</h2>



<p>Naturalmente la principale attrattiva di <strong>Quinto Garden </strong>è il suo essere <strong>immerso nel verde</strong>, e la sostenibilità energetica. Ma non solo: anche la <strong>posizione </strong>è strategica, in quanto la vicinanza ai mezzi pubblici (la metro dista solo 5 minuti, il tram 15 soltanto 1 minuto) consente di raggiungere il Duomo in poco più di 20 minuti. Gli acquirenti avranno quindi la possibilità di acquistare un appartamento moderno e altamente efficiente dal punto di vista energetico a un prezzo decisamente accessibile, vivendo in un quartiere residenziale a due passi dal centro città e delle principali <strong>arterie di comunicazione</strong>: la tangenziale di Milano è infatti molto vicina, così come lo svincolo dell&#8217;autostrada A7.</p>
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		<title>Prezzi delle case: in Italia 7 su 10 perdono valore, ma non a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 15:33:13 +0000</pubDate>
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<p>E&#8217; ormai cosa nota che ultimamente il mattone ha guadagnato terreno tra gli investitori, tuttavia guardando all&#8217;intero nostro Paese le performance <strong>non sono ottime</strong>. Secondo un report stilato dall&#8217;<strong>ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa</strong>, infatti, la rivalutazione di lungo periodo degli immobili nelle grandi città italiane non sembra essere un grande affare, tanto che in molti casi è addirittura negativo. E&#8217; questo il risultato, impietoso, dello studio, che ha preso in esame <strong>l&#8217;andamento dei prezzi delle case delle grandi città italiane tra il 2012 e il 2022</strong>.</p>



<p>Infatti, sulle 10 città esaminate dallo studio, ce ne sono soltanto 3 che sono state in grado di superare la prova dei dieci anni: sono <strong>Firenze, Bologna e Milano</strong>, quest&#8217;ultima in grado di far registrare un ottimo <strong>+28,1%</strong>, un&#8217;anomalia totale nel panorama immobiliare italiano. Nelle altre 7 città invece, i valori sono calati, con picchi particolari a cavallo del 2020 a causa della pandemia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il picco del 2006? Acqua passata</h2>



<p>Il picco che il <strong>mercato immobiliare</strong> fece registrare nel 2006 è ormai acqua passata, tanto che già nel 2012 le cifre si erano già molto ridimensionate. Anche alla luce di questo interessante fatto, la rivalutazione di lungo periodo fa registrare il segno negativo a <strong>Bari, Genova, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Verona</strong>.</p>



<p>L&#8217;idea dello studio, così come le sue conclusioni, è semplice: posto a 100 l&#8217;indice nel 2012, in 7 città su 10 lo stesso indicatore è al di sotto.</p>



<p><strong>Com&#8217;è la situazione di Milano?</strong> Abbiamo già detto che ha fatto +28,1% in 10 anni, tuttavia nel 2016 i valori degli immobili toccarono il loro minimo, con un calo del 13,6%, a cui seguì una stabilizzazione dei prezzi seguita dall&#8217;impennata recente. A onor del vero, facendo due calcoli risulta che il 28,1% in 10 anni significa un <strong>valore annuale inferiore al 3%</strong>, e pertanto visto da questa prospettiva, un incremento non così esaltante.</p>



<p>Le altre due città con il segno + sono <strong>Bologna </strong>e <strong>Firenze</strong>: il capoluogo emiliano si piazza al secondo posto della classifica, ed ha fatto raggiungere un picco minimo nel 2015, con una scalata con prezzi che sono cresciuti del 10% l&#8217;anno fino al 2018. Nei 10 anni analizzati dallo studio, le case di Bologna hanno guadagnato in tutto il 15,5% in media. Il capoluogo toscano invece, al terzo posto del podio, ha un andamento molto meno oscillante: dopo il minimo registrato nel 2014 e nel 2015, i prezzi degli immobili sono rimasti pressochè invariati.</p>



<p>Il problema arriva quando si passa ad analizzare le altre sette città parte dello studio. Quella che ha visto gli immobili perdere più valore è <strong>Genova</strong>, con un -49,1% in 10 anni, segno del disinteresse degli abitanti a vivere in città e della vetustà degli immobili del capoluogo ligure. Segue <strong>Torino</strong>, con un -26% in 10 anni, con il minimo toccato nel 2020 con un -29,7%, tallonata da <strong>Roma</strong>, che dal 2012 al 2022 ha visto i suoi immobili perdere il 24,6% del loro valore, e da <strong>Palermo</strong>, con il -21,4%.</p>



<p>Le altre città della graduatoria fanno registrare perdite più contenute: <strong>Verona </strong>ha toccato il minimo nel 2015, poi una lenta risalita l&#8217;ha portata in 10 anni a perdere &#8220;solo&#8221; il -3,7% del suo valore, mentre <strong>Bari </strong>ha perso il 13,4% del valore, anche se negli ultimi anni la rotta sembra essere invertita, grazie anche al richiamo turistico che il suo centro storico sta avendo in questi ultimi anni. Anche a <strong>Napoli </strong>la storia è simile: dopo un minimo toccato nel 2016, ha lentamente recuperato grazie agli investimenti nel settore del turismo.</p>
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