CityWave, gli aggiornamenti sul cantiere più acclamato di Milano

In origine erano il Dritto, lo Storto e il Curvo, ossia rispettivamente la Torre Isozaki, la Torre Hadid e la Torre Libeskind, che insieme formano il cuore pulsante del complesso di CityLife, detto appunto anche Tre Torri. Ad esse tra poco si aggiungerà lo Sdraiato, ufficialmente CityWave, che una volta completato formerà la quarta torre di CityLife, il quartiere del futuro sorto al posto dell’ex fiera campionaria.

Progettato dallo studio di architettura d’avanguardia danese Bjarke Ingels Group, CityWave metterà in mostra soluzioni progettuali innovative e sostenibili, pensate con al centro la qualità della vita, che verranno realizzate grazie alla competenza di Colombo Costruzioni SPA di Lecco e CMB di Carpi.

A differenza delle tre torri di CityLife, CityWave non si estende in altezza, bensì in lunghezza. In particolare, sarà formato da due edifici aventi altezze differenti, collegati da un porticato sospeso lungo ben 140 metri, sotto il quale nasceranno spazi per lavorare ma anche per lo svago: negozi, ristoranti e due corti private, oltre ad un bellissimo rooftop bar con piscina.

La zona in cui sorgerà sarà quella dei campi di padel, che verranno spostati in un’area limitrofa. Secondo le stime iniziali, la conclusione dei lavori e la consegna dell’edificio dovrebbero avvenire verso la fine del 2025, ma comunque prima dell’avvio delle Olimpiadi 2026 Milano-Cortina. Il costo del progetto si aggirerà attorno ai 170 milioni di euro.

Il progetto CityWave in dettaglio

L’edificio più basso del CityWave avrà un’altezza tuttavia decisamente rispettabile: 50 metri, occupati in parte da un hotel di 10 piani e 120 camere, mentre l’edificio più alto arriverà a superare i 110 metri. La struttura sarà rivestita da pannelli solari, che diventerà il più grande parco fotovoltaico di Milano e tra i più grandi in Italia: ben 11 mila metri quadri di pannelli in grado di produrre 1200 MWh all’anno.

Ma l’attenzione all’ambiente non finisce certo qui: il CityWave è stato progettato per consumare il 45% di energia in meno rispetto agli standard, mettendo in campo alcuni accorgimenti quali l’uso termico delle acque di falda. Ciò comporterà un risparmio di oltre 500 tonnellate di CO2 all’anno.

Secondo Bjark Ingels, fondatore dello studio di architettura che si è occupato del progetto, avrebbero “perso in partenza nel confronto con le tre torri verticali”, e pertanto è nata l’idea di un’architettura orizzontale, studiata pensando ai servizi e alla qualità della vita del quartiere e della città, tenendo conto al contempo della longevità delle architetture contemporanee. L’idea progettuale è stata sviluppata dal suo team di Londra, che guidato dall’architetto italiano Lorenzo Boddi ha studiato un richiamo alla Galleria Vittorio Emanuele II, offrendo ai cittadini di Milano “uno spazio urbano ombreggiato e riparato per vivere questa zona”, dove “la vita tra gli edifici, con lo spazio pubblico, sarà il driver per rendere unica questa architettura”.

Gli aggiornamenti dal cantiere CityWave

Il cantiere di CityWave ha avuto inizio a maggio 2021, e attualmente è suddiviso in due aree: una che si affaccia verso viale Duilio, l’altra verso viale Boezio, separate dalla via pedonale Anna Maria Ortese. Qui, per unire i due lati del cantiere, è stato aperto un varco per far transitare i mezzi pesanti, che possono così uscire da viale Duilio.

La fase zero, quella dell’approfondimento del progetto, è durata circa 20 mesi, mentre la prima pietra è stata posata l’8 settembre 2021, quasi 2 anni fa. Prima dell’estate 2023 è terminata l’operazione di scavo con l’asportazione della terra, nell’area dove verranno ricavate le fondamenta e i piani inferiori. Alla data attuale sono invece in corso i lavori per la posa dello strato di magrone di calcestruzzo, sia lungo il lato di viale Duilio che su quello di viale Boezio. Allo stesso tempo sono state create le basi per le gru.

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