City Wave, a che punto è il cantiere partito a settembre

L’8 settembre 2021 a Milano ha avuto inizio un’altra rivoluzione, l’ennesima in città, con la posa della prima pietra del City Wave. Questo edificio completerà il complesso City Life di proprietà del gruppo Generali, nel quartiere Portello, e sarà adibito principalmente a uffici.

In realtà il City Wave sarebbe dovuta essere la quarta torre del City Life, ma sarà composto da due sotto-edifici, denominati East e West, uniti da un unico tetto a forma di un’onda (da cui deriva il nome City Wave), a rappresentare l’ingresso al complesso. L’edificio West avrà 20 piani, di cui 17 a uso uffici e tre a uso ristorante-sky bar, oltre ad un piano tecnico, mentre l’edificio East sarà dotato di 10 piani, di cui 9 adibiti a uffici, mentre al piano terra verrà creato un atrio con giardino d’inverno e servizi comuni. Inoltre, al decimo e ultimo piano vi sarà creata una terrazza panoramica.

Il cantiere del City Wave viaggia a ritmi sostenuti: si stima che sarà pronto alla fine del 2025, per un investimento totale di circa 180 milioni di euro. Sarà l’ultimo tassello del City Life, avviato nel 2007 e che doveva finire in tempo per l’Expo 2015. Gli anni di ritardo saranno ben 10, ma in città ci si augura che ne possa valere la pena.

Il progetto

Il progetto del City Wave è a cura dello studio di architettura BIG, acronimo di Bjarke Ingels Group. Si tratta di uno dei nomi più importanti in campo internazionale, fondato nel 2005 dall’architetto Bjarke Ingels a Copenhagen. L’espansione dello studio è stata molto rapida, e in breve ha aperto sedi in tutto il mondo: New York, Londra e Barcellona.

Quello che sarà il City Wave è frutto di una competizione internazionale a inviti, vinta appunto dallo studio BIG, a cui avevano avuto modo di partecipare altri nomi grossi dell’architettura mondiale, da SOM a UNstudio, da DPA a Antonio Citterio Patricia Viel.

Cuore pulsante del progetto è la simbiosi perfetta tra esterno e interno, che si fonde in due distinte zone del City Wave: la prima è il porticato tra i due edifici, a rappresentare l’esterno che diventa esterno, mentre la seconda sono i due cortili, uno spazio aperto portato all’interno.

L’avvio del cantiere

L’8 settembre, presso il cantiere del City Wave, si è tenuta la cerimonia di inizio lavori, a cui hanno partecipato nomi grossi, tra cui il sindaco Giuseppe Sala, l’AD di Generali Real Estate SPA e presidente di CityLife Aldo Mazzocco, l’AD di CityLife Armando Borghi, e l’architetto Bjarke Ingels in persona.

Intervistato, Ingels ha rivelato che “la copertura a catenaria di City Wave unisce gli ultimi due edifici di CityLife con un’unica struttura ad onda. Il tetto fotovoltaico è un’interpretazione contemporanea dello spazio coperto della galleria Vittorio Emanuele II, ed offre ai cittadini uno spazio urbano ombreggiato per vivere al meglio questa nuova zona della città.”

Uno sguardo verso un futuro green

Il City Wave di Milano avrà gli sguardi puntati addosso, e per essere pronto ad affrontare i prossimi decenni, fatti di continue sfide per contrastare il cambiamento climatico, sono state previste una serie di migliorie dal punto di vista energetico.

Tanto per cominciare il complesso sarà alimentato soltanto tramite l’uso di fonti rinnovabili; inoltre, gli edifici East e West saranno completamente ricoperti da pannelli fotovoltaici, per un totale di circa 11 mila metri quadri, che produrranno l’equivalente di 1200 MWh l’anno di energia.

Inoltre, l’edificio sarà progettato in modo da poter raccogliere e riutilizzare le acque piovane, e sarà immerso in un contesto verde, dato che grazie alla sua forma, farà sì che si venga a creare un ampio spazio pubblico, fruibile tutto l’anno.

Soluzioni innovative come l’uso termico delle acque di falda faranno sì che il City Wave consumerà il 45% di energia in meno, pari ad un risparmio di 520 tonnellate all’anno di CO2.

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