Apre la Fendi Factory in Toscana, nuovo polo da 50 milioni di euro

Nelle campagne vicino a Firenze è stata inaugurata ieri la nuova Fendi Factory, la nuova sede toscana della casa di moda, ricavata all’interno di un ex sito industriale abbandonato. Il tutto ebbe inizio due anni fa, quando venne piantata una quercia a simboleggiare l’avvio dei lavori; oggi attorno all’albero ci sono migliaia di altre piante, e la maison romana è pronta a dare il via al nuovo capitolo della sua gloriosa storia.

L’edificio che ospiterà il quartier generale di Fendi si trova all’interno del comune fiorentino di Bagno a Ripoli, in località Capannuccia, e si estende per 30 mila metri quadri all’interno di un tereno di 8 ettari. L’investimento totale è da capogiro: si parla di una cifra attorno ai 50 milioni di euro, per un edificio che per adesso ospiterà 370 lavoratori ma che a regime ne dovrebbe ospitare il doppio.

L’inaugurazione

L’inaugurazione dell’edificio è avvenuta contestualmente con la nuova edizione delle Journées Particulières (Jp) di Lvmh, il gruppo francese a cui Fendi fa capo ormai da oltre vent’anni; un’occasione in cui l’azienda promuove le conoscenze dei suoi artigiani, che torna alla ribalta dopo uno stop durato ben 4 anni. Oggi, Antoine Arnault, il responsabile della comunicazione e dell’ambiente di Lvmh, lascia trasparire la sua felicità affermando che “non potevamo organizzare le Journées né online né distanziati, poichè il senso dell’iniziativa è quello di far vedere alle persone e toccare da vicino quello di cui sono capaci i nostri artigiani”. Le Jp di Lvmh si sono svolte dal 14 al 16 ottobre 2022.

Secondo il presidente di Fendi Serge Brunschwig, la nuova sede rappresenta una continuità con le origini del brand, in quanto “il primo negozio Fendi, in via del Plebiscito a Roma, ospitava anche l’atelier, e i clienti avevano la possibilità di visitare entrambi. Così è nato il lusso, e dobbiamo tornare a offrire questo interessante connubio”, con i luoghi di lavoro che diventeranno nuovi punti di contatto con i clienti.

Un occhio di riguardo al risparmio energetico

Con il nuovo quartier generale Fendi, l’azienda ha messo al centro del progetto gli obiettivi di ecosostenibilità. Non soltanto con la piantumazione di imgliaia di piante, ma anche – e soprattutto – per l’edificio in sè. Tanto per cominciare, esso nasce dal recupero di un sito industriale completamente abbandonato, con arredi realizzati riutilizzando vecchi scarti di produzione.

Per quanto riguarda l’energia, problema decisamente attuale, è stato messo in campo un piano di risparmio energetico che coinvolge tutta Lvmh, e di conseguenza anche lo stabilimento di Bagno a Ripoli, che prevede lo spegnimento anticipato delle luci dei negozi e cambi di temperatura entro un solo grado. Ciò consente di ridurre i consumi effettivi di un 10-15%, e pertanto gli aumenti dei costi energetici vengono ammortizzati.

Interviene un’altra volta Arnault, affermando che, tuttavia, perseguire l’obiettivo non è facile: “abbiamo capito che per raggiungere la sostenibilità è necessario essere realisti: abbiamo introdotto il nostro programma Life 360 che mette in campo una serie di obiettivi, alcuni li abbiamo raggiunti in anticipo, mentre per altri siamo in ritardo”.

La formazione degli artigiani

All’interno della sede toscana di Fendi, il focus è sulle persone e sulla loro formazione. L’azienda ha avviato una collaborazione con l’Its di Scandicci, all’interno del programma “Adotta una scuola”; è previsto che i ragazzi possano prendere parte ad una masterclass dedicata alla pelletteria, per riuscire ad entrare in un mondo del lavoro sempre più competitivo, ma allo stesso tempo con sempre più richiesta di operai specializzati.

Secondo Brunschwig, c’è già un interesse degli studenti e delle famiglie: il CEO di Fendi però lancia un monito, affermando che “l’industria del lusso è fondamentale per l’Italia, ma occorre investire di più, come stanno già facendo Germania e Francia.”

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