MIND, obiettivo impatto zero entro il 2025

Si fa un gran parlare di questi tempi di eco, green e attenzione all’ambiente. Secondo eminenti studiosi il nostro pianeta è in pericolo, e anche il mondo dell’architettura e del real estate deve inevitabilmente adeguarsi e diventare sempre più sostenibile. Questo a Milano lo sanno molto bene, dato che la città è sempre all’avanguardia quando si parla di nuove tendenze, ed ecco perchè il nuovo quartiere MIND (del quale avevamo già parlato in questo articolo) sarà il primo quartiere italiano a impatto zero entro il 2025.

Tanto per dare una misura delle cose, gli accordi di Parigi e i target europei sul clima prevedono la necessità di creare strutture a impatto zero entro il 2030, ma a Milano, come sempre, cercano di fare le cose in grande. Ecco perchè il MIND (acronimo di Milan INnovation District) concluderà la sua transizione green con ben cinque anni di anticipo: l’ex area Expo 2015, con la sua sovrumana ampiezza di un milione di metri quadri, verrà riconvertita in un progetto tutto verde, che a regime vedrà vivere oltre 60 mila persone, in parte residenti ma in larga parte scienziati, tecnici, studenti e medici, poichè qui si trasferiranno importanti istituzioni come il campus scientifico universitario e l’ospedale Galeazzi; ad essi si aggiungeranno oltre 35 aziende private di grandi e medie dimensioni.

Una piccola città nella città quindi, che prenderà vita grazie ad un enorme impegno economico, un maxi investimento da 5 miliardi di euro, in parte finanziato pubblicamente, ma in larga parte privatamente. La strada è quindi quella della decarbonizzazione, ma allo stesso tempo al MIND si parla di equità, legalità e diritti: i contratti firmati con i fornitori prevedono infatti un punto esplicito che regola il lavoro dei gruppi svantaggiati; alcuni dei lavoratori saranno anche carcerati provenienti dal vicino carcere di Bollate, in un progetto pilota che ha coinvolto anche il ministero della Giustizia.

Il MIND e la strategia ESG

Environment, Social e Governance, o in sigla ESG. Sono questi i tre capisaldi degli investimenti responsabili, in altre parole le regole non scritte che disciplinano il progetto del MIND. Tra i fautori di questa nuova frontiera dell’ecosostenibilità spicca la società di consulenza Plus Value, per la quale ha parlato il fondatore Filippo Addarii, che conferma che al MIND si creano “innovazione e posti di lavoro, in un hub di conoscenza che farà bene non solo alla città di Milano, ma a tutto il paese”. Un esempio? Al MIND sta nascendo un “polo di eccellenza legato alla ricerca sul genoma”, non certo una cosa da tutti i giorni. E come se non bastasse, il quartiere è “salubre, con grandi aree verdi, privo d’inquinamento e totalmente green“.

Investimenti ad alto impatto sociale

In altre parole, al MIND si favoriscono investimenti ad alto impatto sociale, in una corsa verso l’ecosostenibilità già in atto da qualche anno a questa parte, non solo a Milano ma anche in altre zone d’Italia, come ad esempio a Treviso, quando è stato ristrutturato l’ospedale Grando, grazie anche a dei fondi garantiti dalla Banca Europea degli Investimenti, che ha offerto un tasso molto basso per rafforzare gli investimenti sul territorio; questo risparmio è stato investito nel 2020 in nuove strutture per fronteggiare l’emergenza COVID-19.

Questo modello d’investimento è stato poi replicato al MIND: invece di considerare un guadagno la riduzione del tasso d’interesse, il gestore del progetto Lendlease ha deciso di reinvestire questa somma per arrivare al tanto ambito traguardo di quartiere a impatto zero. Si potrebbe pensare che la riduzione del tasso d’interesse porti con sè un risparmio marginale, ma su un progetto a scala enorme come il MIND ha significato svariati milioni di euro, dato che i prestiti sono ammontati a ben 1,7 miliardi di euro.

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