Edifici green, Milano è prima in Italia ma l’Europa è lontana

E’ recente la notizia che il Mjøstårnet di Brumunddal, in Norvegia, è diventato l’edificio in legno più alto al mondo: un grattacielo costruito con tecnologia XLAM ad uso misto, composto da 18 piani e alto in totale quasi 90 metri.

Il progetto ha visto la firma del prestigioso studio di architettura Voll Arkitekter, e fu inaugurato il 15 marzo 2019 dopo anni di lavori con l’obiettivo dichiarato di superare la Hoho Wien, un edificio ibrido in legno e cemento a Vienna, che fino a quel momento deteneva lo scettro di struttura in legno più alta al mondo (anche se solo parzialmente, poichè la Hoho Wien ha una struttura ibrida in legno e cemento armato).

E’ sempre in Norvegia che si trova l’edificio Treet, nella splendida città di Bergen, cosrtruito in legno ed alto 49 metri, mentre a Vancouver il Brock Commons Tallwood House raggiunge i 53 metri, fregiandosi del titolo di struttura in legno più alta d’America.

Ma l’Italia in tutto ciò?

Come non di rado accade, il nostro paese è piuttosto indietro nell’innovazione, ma – come altrettanto spesso accade – la parte del leone la fa Milano. Anche nel caso delle costruzioni XLAM a impatto quasi zero, il capoluogo lombardo è all’avanguardia nel panorama nazionale, grazie soprattutto al complesso residenziale di Via Cenni, simpaticamente denominato “Cenni di cambiamento“.

Cenni di cambiamento è il primo progetto di social housing europeo costruito con strutture portanti in legno. Si trova in zona San Siro, ed è composto da 124 alloggi in classe A, di dimensioni diverse tra loro, con affitto a canone calmierato e patto di futuro acquisto.

A fianco di questo grosso progetto, ci sono poi alcuni (pochi, in realtà) interventi di ripristino del patrimonio edilizio, piccole mosche bianche nel panorama milanese, ma comunque degne di nota, precursori di una tecnologia, quella della bioedilizia, che sicuramente cambierà il modo di costruire.

Cenni di cambiamento: il dettaglio

L’intervento edilizio risale al 2013 ed è destinato principalmente ai giovani, o comunque ai nuovi nuclei familiari. Il progetto prevede anche una serie di servizi extra-abitativi, tra cui spazi ricreativi e culturali, per poter così stringere al meglio una rete di rapporti di vicinato.

Gli spazi comuni sono stati concepiti come percorsi da fruire nei diversi momenti della giornata, con elementi come ponti, scalinate e ballatoi pensati appositamente per diventare spazi d’incontro. Inoltre, la corte interna è stata pensata come un parco pubblico, aperto quindi anche ai non residenti, con aree gioco per i più piccoli e pergolati.

Cenni di cambiamento nasce dalla mente dell’architetto Fabrizio Rossi Prodi di Firenze, e si sviluppa su una superficie di ben 17 mila metri quadri.

La tecnologia XLAM

XLAM è l’acronimo di Cross-LAMinated (la lettera “X” si può vedere come una croce, in inglese appunto “cross”), ossia pannelli lamellari di legno a strati incrociati, in cui ogni strato è formato appunto da lamelle, o tavole. Gli strati vengono sovrapposti e incollati uno sull’altro, in modo da formare una struttura portante solida e duratura, ma allo stesso tempo leggera, traspirante ed ecologica.

Infatti, i vantaggi dell’utilizzo dei pannelli XLAM riguardano soprattutto l’efficienza energetica, poichè le qualità isolanti e la bassa conduttività termica del legno aiutano non poco la coibentazione dell’edificio. Pertanto, si rende necessaria meno energia per il riscaldamento d’inverno e per il raffreddamento d’estate. Inoltre, altro punto di forza dei pannelli XLAM è l’isolamento acustico, poichè le superfici interne assorbono il rumore.

Aggiungiamo uno standard qualitativo più alto rispetto al classico cemento armato, lo sguardo rivolto verso la sostenibilità ambientale e l’alta resistenza a sismi e terremoti per via delle minori sollecitazioni che subiscono, ed ecco che i pannelli XLAM rappresentano, senza ombra di dubbio, il futuro dell’edilizia, in Italia e in tutto il mondo.

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